Il Mercante di Morte
"La mia dinamite condurrà alla pace più rapidamente di mille convenzioni mondiali. Non appena gli uomini scopriranno che in un istante interi eserciti possono essere completamente distrutti, sicuramente rispetteranno la pace dorata."
Inventò la dinamite per l'edilizia, solo per vederla diventare uno strumento di guerra, il che lo portò a istituire i Premi Nobel per riscrivere la sua eredità.
Nel 1888, Alfred Nobel visse un momento che pochi esseri umani affrontano: lesse il proprio necrologio. Mentre soggiornava a Cannes, in Francia, suo fratello Ludvig morì. Un giornale francese, confondendo i due, pubblicò invece una sferzante condanna di Alfred. Il titolo recitava: "Le marchand de la mort est mort" (Il mercante di morte è morto). L'articolo lo descriveva come un uomo che aveva "trovato il modo di uccidere più persone più velocemente che mai". Per un uomo che si considerava un pacifista e uno scienziato dedito al progresso umano, queste parole furono uno specchio devastante. Rivelarono che, nonostante le sue intenzioni, l'opera della sua vita era vista solo attraverso la lente della distruzione.
Il percorso di Nobel per diventare il "Mercante di Morte" iniziò con un'intenzione nobile: la sicurezza. La nitroglicerina, l'esplosivo primario dell'epoca, era notoriamente instabile e aveva causato molte vittime, tra cui il fratello minore di Nobel, Emil, nel 1864. Alfred fu spinto a "domare" questa sostanza. Ci riuscì mescolando la nitroglicerina con la farina fossile, creando un esplosivo stabile e modellabile che chiamò "dinamite". Rivoluzionò le costruzioni, permettendo la realizzazione di tunnel, canali e ferrovie che collegarono il mondo. Tuttavia, la stessa potenza che squarciava le montagne fu rapidamente rivolta verso il campo di battaglia, rendendo la guerra più letale ed efficiente che mai.
Il necrologio errato non fu solo un errore giornalistico; fu un verdetto sociale. Nobel fu inorridito nel vedere che il suo nome era sinonimo di carneficina. Aveva creduto che il puro potere distruttivo della dinamite avrebbe agito da deterrente, affermando notoriamente che le sue invenzioni avrebbero "portato alla pace più rapidamente di mille convenzioni mondiali". Pensava che quando le nazioni avessero visto che interi eserciti potevano essere annientati in un istante, si sarebbero ritirate dalla guerra. Il necrologio gli diede tragicamente torto. Mostrò che sarebbe stato ricordato non come l'uomo che aveva costruito le infrastrutture del mondo moderno, ma come l'uomo che aveva fornito gli strumenti per la sua rovina.
Dopo lo shock del 1888, Nobel divenne sempre più solitario e introspettivo. Trascorse i suoi ultimi anni in un silenzioso e febbrile tentativo di riscrivere la sua storia. Non si difese sulla stampa; invece, agì nell'ombra. Il 27 novembre 1895, presso il Club Svedese-Norvegese di Parigi, firmò il suo testamento finale. Con una mossa che sbalordì la sua famiglia e il mondo intero, lasciò il 94% della sua enorme fortuna per istituire una serie di premi. Questi riconoscimenti furono concepiti per onorare coloro che, indipendentemente dalla nazionalità, avessero apportato il "maggior beneficio all'umanità" in fisica, chimica, medicina, letteratura e pace.
Alfred Nobel morì nel 1896, senza mai vivere abbastanza per vedere i primi premi assegnati nel 1901. Eppure, la sua scommessa riuscì oltre ogni sua immaginazione. Oggi, il nome "Nobel" è lo standard aureo globale per il successo umano. Ha eclissato l'etichetta di "Mercante di Morte", trasformando un'eredità di esplosivi in un'eredità di illuminazione. La storia di Nobel rimane una profonda testimonianza del potere dell'autoriflessione. Ci ricorda che, sebbene non possiamo sempre controllare le conseguenze delle nostre invenzioni, possediamo l'agenzia ultima per definire il significato delle nostre vite e il ricordo che lasciamo.
Alfred Nobel (1833–1896) è stato un chimico, ingegnere, inventore, uomo d'affari e filantropo svedese che deteneva 355 brevetti diversi, di cui la dinamite è il più famoso.
Nato a Stoccolma, Svezia.
Brevettò la dinamite, cambiando per sempre l'industria e la guerra.
Legge il suo stesso necrologio errato che lo definisce "Il Mercante di Morte".
Firma il suo testamento definitivo, istituendo i Premi Nobel.
Dinamite: Un esplosivo più sicuro e maneggevole che ha rivoluzionato l'edilizia e l'estrazione mineraria.\n\nGelignite: Un esplosivo ancora più potente e stabile.
Il Premio Nobel: Sebbene non lo abbia mai vinto, ha creato il premio per eccellenza per le conquiste umane.
È riuscito a trasformare la sua eredità da 'Mercante di Morte' a eterno patrono della pace, della scienza e della letteratura.
Morì per un ictus il 10 dicembre 1896 a Sanremo, in Italia.
Sussurrando attraverso il tempo